Tre poesie per A.S.

I.
I coralli bianchi,
(dicemmo lunari)
li vedesti sortiti
dai flutti, in pezzi,
con strani granchi
alieni e sfatti.
Inforcano ancora
i biologi le morte
lenti per la vita?

II.
Quando Danilo tornò
– era nella macchia
di mirtillo e ginepro –
portava la risata
fissa e muta, e balzi
d’elfo ubriaco al pari.
Alfine, il fungo sempre,
tra le varie vie fasulle,
quella d’Itaca concede.

III.
Punta il pellicano
l’aringa perché cruda
e finanche il mio pasto
tardi le tinte assume,
pastello, d’un sapore.
Emerge il colore
pavido dai ghiacci,
come l’erbe, spaesate,
a frangere lontane.

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