La crepa madre su Punto – Almanacco di poesia

Punto – Almanacco di poesia, ospita una recensione de La crepa Madre a firma Fabrizio Bregoli.
Sono varie le ragioni per le quali apprezzo questa lettura di Bregoli, che inforca lenti neutre e si srotola in lettura obiettiva e quindi rara.
Grazie di cuore!

“[…] La Crepa madre è dunque un poema – classificazione che si può effettuare con buona confidenza di non essere smentiti – per quanto riuscire a circostanziarlo in un sottogenere preciso possa risultare più problematico: c’è sicuramente un piano narrativo (e quindi per estensione epico) condotto nel rispetto di una diacronia fedele alla sequenza degli eventi, ma c’è anche un piano fantastico (e quindi mitico o anagogico in senso lato) che porta a un’astrazione dal dato storico e cronachistico in uno spazio di spiritualità evidente, e c’è un piano didascalico (o pedagogico, per certi versi, o ancora scientifico-documentaristico) con frequenti inserzioni nella trama e con una sua godibilità autonoma, attraverso micro-digressioni che vivono di una luce tutta loro, indipendente. Questa sovrapposizione di piani dà il quadro evidente della modernità dell’opera che, ibridando di fatto generi e temi, porta a costruire un corpo vivo, un organismo poetico di una specie nuova, metamorfico.[…]”

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Sulla collina

Sulla collina

Chiamavi la mattina, raccontavi
del sonno frammentato, infimo, breve,

sorbivi la mia scarna conferenza
enfatica sui nostri meridiani
(dicono, sai, che i morti sezionati
ci neghino risposte sui misteri).

Dormi bene ora, l’aria di collina
gela – sono scheletri i peri – e scesa
s’attaglia la nebbia al galoppatoio.
Sveglia le volpi potresti svisare:
balugina l’occhio astuto, riemerge
dal bosco cupo, lesto corre un gatto di luco.

La crepa madre su Limina Mundi

Oggi, sulla rivista Limina Mundi – Per l’alto mare aperto, l’approfondita  lettura e nota critica de La crepa madre a firma di Deborah Mega, che ringrazio di cuore assieme a tutta la redazione.

“È un’opera inconsueta e originale quella composta da Carlo Tosetti ed edita da Pietre Vive nella Collana iCentoLillo, un poemetto d’ispirazione classica costituito da nove capitoli, che però indulge ad atmosfere gotiche e a tratti surreali e fantastiche. “La crepa madre” s’intitola e descrive un fenomeno naturale inspiegabile e dunque ‘perturbante’ inteso come noto da lungo tempo, perfino familiare ma che trasmette una sensazione di insicurezza e di disagio. […]”

Continua la lettura su Limina Mundi.

Carburo

Al lancio del carburo m’istigavi
dentro alle vasche antiche, pietre lisce,
fra le donne piegate al lavatoio,
per il fascino che hanno le reazioni
chimiche in estate, quando vagano
i bambini soggetti alle stagioni.
Poi non so che cosa abbia tu incontrato.
Io Pavese, le miniere; a me ronza
negli orecchi il dispiacere, la tremula
fiammella, con l’odore dello sputo
e dell’acetilene.

Ciao, Gabriele.

Il sei settembre duemilaventi ci è giunta l’agghiacciante e inconcepibile notizia della scomparsa di Gabriele Galloni.
Un ragazzo, 25 anni, un talento purissimo, un grande poeta inviso unicamente ai frustrati e agli invidiosi del suo inevitabile successo.
Io avevo scritto due articoletti sui tuoi libri, e l’avevo fatto solo perché mi avevi chiesto aiuto; in verità, caro Gabriele, non mi sentivo in grado di commentare il tuo genio.
E così giovane – la metà dei miei anni – hai cambiato anche la mia poesia, con il tuo stile unico, inconfondibile, profondo.
Ciao amico mio, bello e fragile come solo i fiori possono essere.
Nemmeno le lacrime sgorgano. Si ritraggono, sfuggono.
Sarai per sempre nel mio cuore, per sempre.

Le cassette di Aznavour

Su Poetarum Silva, una mia recensione al libro Le cassette di Aznavour di Nicola Grato (Macabor Edizioni, 2020).

Finis.

sul colle dove c’era la casa diroccata
guardavamo le stelle a prima sera:
il Carro Aldebaran Sirio Orione.
Nella casa di sotto (che poi avremmo venduto)
c’era mia madre sola – annegata nel corpo
disfatto dell’estate, blaterava parole:
una spiga recisa la sua mente di falco
già da tempo la morte le aveva dato scacco. Continua a leggere Le cassette di Aznavour

Centro Cultural Tina Modotti

Il Centro Cultural Tina Modotti ha tradotto in spagnolo una poesia tratta da La crepa madre.
Grazie di cuore!

di Carlo Tosetti (Italia) ita/espa

VII, 6
Non è la Crepa creata
per dilaniare pianeti,
a spicchi disfare i mondi,
tagliarli come la mela;
essa invece sutura,
sigilla le croste ed incolla
del globo neonato membrane,
rinchiude gli oceani di lava,
per fare la vita: foreste,
d’acque le arterie percorse
e d’ogni foggia le bestie.
Il fuoco imbriglia tuttora.
*
de Carlo Tosetti (Italia) espa/ita

VII, 6
No es la Grieta creada
para destrozar planetas,
para a gajos deshacer los mundos,
cortarlos como la manzana;
ella en cambio sutura,
sella las costras y pega
del globo recién nacido las membranas,
encierra los océanos de lava,
para hacer la vida: bosques,
de agua las arterias recorridas
y de cada forma las bestias.
El fuego se aprovecha todavía.

Traduzione: cctm
Foto: Carlo Tosetti

La crepa madre su Inverso – Giornale di poesia

Oggi, su Inverso – Giornale di poesia, una recensione de La crepa madre, a firma di Alfredo Rienzi, che ringrazio di cuore.
Grazie alla redazione di Inverso, che ha accolto l’articolo.

“La poesia italiana contemporanea è un arcipelago di isole. Molte non somigliano a nessun’altra: fuor di metafora molti autori e numerose opere riescono, ancora, a distinguersi come peculiari, a costituire un unicum.
La Crepa Madre di Carlo Tosetti è una di queste, certamente, per il rigore architettonico: nove capitoli, ognuno recante per titolo un sostantivo; ogni capitolo composto da 12 componimenti numerati, tranne il VI che ne ha 16. I componimenti sembrano finestre di una casa, disposti simmetricamente in numero di quattro per pagina, ognuno di 12 versi brevi. Ancora: ogni capitolo introdotto da una breve narrazione: quanto mai funzionale e illuminante. […]”

Continua la lettura su Inverso.