IX Edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana

 

La crepa madre ha vinto il primo premio alla IX Edizione del Premio Letterario Internazionale Città di Sarzana.

Un grazie di cuore a organizzazione e giuria, ma sempre va un ringraziamento al mio editore, che ha avuto il coraggio di pubblicare questo libro e ad Ale + Ale, per la splendida copertina e per le immagini interne.

Mi permetto di rubare alcune parole scritte dall’editore (Antonio Lillo), nella newsletter della casa editrice, a proposito della vittoria; parole che condivido totalmente, ma che vivo soprattutto con la serenità di chi ha lavorato sodo per un progetto un poco folle… e che ci sta regalando dei frutti:

“[…] l’opera di Carlo è intrisa, proprio in senso dantesco, di un amore smisurato per la parola, che si esprime in un uso disinvolto e quasi barocco nella sua abbondanza di un vocabolario ricercato – quindi lontanissimo da qualsiasi prescrizione delle odierne scuole di scrittura. A qualcuno, proprio per questo suona un po’ agé, ma solo perché tale ricerca cozza contro le nuove forme espressive che prediligono la velocità e quindi: vocabolario semplice, forma rapida ed epigrammatica, emotività istintiva di presa immediata. È il tempo dell’haiku formato IG questo.
[…]
mi riesce difficile spiegarmi come operazioni simili nello spirito, vedi quelle realizzate da Michele Mari in libri come Io venia pien d’angoscia a rimirarti o da uno scrittore per me geniale come Ezio Sinigaglia che ha scritto L’imitazion del vero (TerraRossa) in puro stile boccaccesco e con linguaggio finto-cinquecentesco, vengano accolte con maggiore attenzione di un libro come La crepa madre che a suo modo, cioè in versi, si muove nello stesso solco. Una ricerca che, attraverso uno stile antinovecentesco, prova a opporsi alla dimensione ombelicale di molta della letteratura che si fa oggi.[…]”.

Ed allora… Grazie ancora, Tonio!

Dizionario delle notti

Poetarum Silva ospita la mia recensione alla raccolta Dizionario delle notti (Arcipelago Itaca 2021), di Iuri Lombardi.

“[…] Nell’analisi degli elementi della poetica di Lombardi, non ci si può sottrarre a citare il ricordo, forse principale ingrediente della poesia, sostrato ai temi che in essa radicano e fioriscono.
Il ricordo di Lombardi è fortemente impregnato di cose, nell’accezione antropica del termine, laddove le esistenze ricordate, i frammenti di vita e di morte sono collocati in precisi ambienti, dalle precise tinte, restituendo un’atmosfera che non saprei come definire se non “calore dolente”.
Appaiono vestigia, segni dello sfarzo pazientemente eroso dal divenire, che talvolta restituiscono l’algore della pietra e per cui si sottraggono al tentativo di elevazione del Requiem (ma infondono ad esso potenza, quali contraltari) […]”

Continua la lettura su Poetarum Silva.

Wunderkammer

E’ ufficiale, Wunderkammer (Pietre Vive, 2016) è stato ristampato.
Questa  è una grande emozione per me; mai avrei pensato che questo librino imboccasse un lungo sentiero, così lungo che è giunto fino a noi, oggi, alla fine del 2021.
Grazie a tutte le persone che lo hanno letto, apprezzato e consigliato: nella poesia contemporanea nulla accade senza il passaparola.

Per acquisti potete cliccare qui

Per chi volesse farsi un’idea, lascio il link alla prima recensione del libro, recensione che mi ripagò di anni di risatine di sussiego. Un articolo a firma Paolo Steffan, su Poetarum Silva:

Di stanza in stanza. Per una lettura di Carlo Tosetti #Wunderkammer

Wunderkammer è in ristampa!

Si rende necessaria una ristampa per il mio adorato librino Wunderkammer (Pietre Vive, 2016, sopra una graziosa cartolina confezionata dall’editore).
E’ questa per me una bellissima notizia, perché a piccoli passi continua il suo cammino.

Grazie di cuore a chi l’ha acquistato e apprezzato. Grazie davvero!

Per chi volesse approfondire, qui trovate diverse recensioni del libro.

Grazie a tutti!

Imperfetta Ellisse

Con colpevole ritardo, segnalo questa recensione a La crepa madre, a firma Giacomo Cerrai e pubblicata sul blog Imperfetta Ellisse.
Mi pare che oggigiorno non sia costume (buon costume) diffondere anche le critiche al proprio lavoro, e non soltanto le lusinghe.
Segnalo, quindi, per onestà, per rispetto del tempo dedicatomi da parte dell’estensore dell’articolo.
Segnalo, anche perché in questo immenso territorio incontrollato che è la poesia contemporanea, sono rari i critici che si assumono l’onere di bocciare, o quanto meno di evidenziare ciò che non ritengono convincente di un’opera.
Naturalmente si può dissentire da quanto scritto, ma è indubbia l’utilità di una critica sincera, o meglio: il fine della critica dovrebbe essere anche questo.

“Trovo sempre curiosi i libri in cui l’autore in qualche modo mette le mani avanti – o in fondo al libro, come in questo caso. Magari con un “Ammonimento” come il seguente:

A chi pensi che la Crepa
sia metafora, allegoria,
l’ammonisco che si inganna:
peculiare è che sia viva,
il suo istinto – che ho vissuto –
non fu sogno, né malia.

D’accordo. Inutile cercare di convincere l’autore che sarebbe come mettere in guardia sul linguaggio medesimo, sulla sua capacità eidetica anche al di là delle intenzioni di chi scrive. E del resto, oltre a questo, il lavoro di Tosetti già si presenta, fin dalla prime righe, come un singolare prosimetro narrativo, nel quale l’occasione è un fatto vero o veritiero avvenuto in un luogo vero (o – narrativamente – veritiero), là dove – cito dall’ Avviso che apre il libro – “le vicende narrate sono intreccio di fantasia e convinzioni attecchite nel substrato dei miei ricordi”. Ecco qua, con qualche piccola contraddizione. […]”

Continua la lettura su Imperfetta Ellisse.

Recensione a firma Giuseppe Martella

Essere oggetto d’interesse da parte del Prof. Giuseppe Martella è una sorta di promozione, un buon voto che rinfranca l’animo e dona energie.
L’EstroVerso (Grazia Calanna) ospita una sua recensione (dotta, articolata, lusinghiera) de La crepa madre, e io non posso che essere semplicemente contento.

Grazie di cuore al Prof. Martella e a L’EstroVerso.

“[…] Per l’opera di Tosetti si è fatto anche il nome di Tommaso Landolfi, i paradossali punti di vista, il perverso sviluppo degli intrecci, l’esibita ricercatezza del linguaggio dei suoi Racconti impossibili.  Ma a me pare più congeniale il raffronto  con quei narratori siciliani che fra Otto e Novecento anno inferto una torsione, da una parte mitica e dall’altra gotico-barocca, al romanzo storico-cronachistico inaugurato dal Manzoni. A partire dal “verismo” di Verga ne I vespri siciliani per esempio, passando al prospettivismo di Pirandello ne I vecchi e i giovani  e alla pacata satira sociale di Lampedusa ne Il gattopardo, per arrivare all’ipnotico barocco metafisico di Gesualdo Bufalino ne La diceria dell’untore e ne Le menzogne della notte, o a quello più stralunato e favoloso di Vincenzo Consolo ne Il sorriso dell’ignoto marinaio che prende spunto da una sommossa contadina che si scatena in un piccolo paese (Alcara li Fusi) all’arrivo delle truppe di Garibaldi, per arrivare a interrogarsi sugli eventi cruciali della storia italiana, sulla posizione dell’intellettuale dinanzi ad essi e addirittura sulle possibilità della scrittura letteraria. Il “sorriso dell’ignoto marinaio” di Antonello da Messina a me pare infatti aleggiare sul volto e permeare di pacata ironia le pagine di Carlo Tosetti. […]”

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