Imperfetta Ellisse

Con colpevole ritardo, segnalo questa recensione a La crepa madre, a firma Giacomo Cerrai e pubblicata sul blog Imperfetta Ellisse.
Mi pare che oggigiorno non sia costume (buon costume) diffondere anche le critiche al proprio lavoro, e non soltanto le lusinghe.
Segnalo, quindi, per onestà, per rispetto del tempo dedicatomi da parte dell’estensore dell’articolo.
Segnalo, anche perché in questo immenso territorio incontrollato che è la poesia contemporanea, sono rari i critici che si assumono l’onere di bocciare, o quanto meno di evidenziare ciò che non ritengono convincente di un’opera.
Naturalmente si può dissentire da quanto scritto, ma è indubbia l’utilità di una critica sincera, o meglio: il fine della critica dovrebbe essere anche questo.

“Trovo sempre curiosi i libri in cui l’autore in qualche modo mette le mani avanti – o in fondo al libro, come in questo caso. Magari con un “Ammonimento” come il seguente:

A chi pensi che la Crepa
sia metafora, allegoria,
l’ammonisco che si inganna:
peculiare è che sia viva,
il suo istinto – che ho vissuto –
non fu sogno, né malia.

D’accordo. Inutile cercare di convincere l’autore che sarebbe come mettere in guardia sul linguaggio medesimo, sulla sua capacità eidetica anche al di là delle intenzioni di chi scrive. E del resto, oltre a questo, il lavoro di Tosetti già si presenta, fin dalla prime righe, come un singolare prosimetro narrativo, nel quale l’occasione è un fatto vero o veritiero avvenuto in un luogo vero (o – narrativamente – veritiero), là dove – cito dall’ Avviso che apre il libro – “le vicende narrate sono intreccio di fantasia e convinzioni attecchite nel substrato dei miei ricordi”. Ecco qua, con qualche piccola contraddizione. […]”

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Un articolo comparativo

Il caro Antonio Francesco Perozzi inaugura una sezione del suo blog personale (sezione dal nome Krino) con un articolo comparativo relativo ai miei due libri Wunderkammer (Pietre vive, 2016) e La crepa madre (Pietre vive, 2020).
Che dire, ne sono onorato.
Grazie di cuore.

“Gli ultimi due libri di Carlo Tosetti, Wunderkammer e La crepa madre (usciti, rispettivamente, nel 2016 e nel 2020, entrambi con Pietre Vive) sono etologicamente uguali e teleologicamente opposti.

Non parlo di resa stilistica o impostazione del discorso, ma più sotterraneamente di ratio poetica […]”.

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I nomi delle cose

Poetarum Silva ospita la mia recensione a I nomi delle cose, di Giancarlo Baroni.

[…] La sequenza di poesie della prima sezione (I nomi delle cose), che spazia dal Medioevo alla Grande Guerra, ci accompagna in un viaggio che profuma de Il mestiere delle armi di Olmi e Uomini contro di Rosi, questo anche grazie alla forma principe dei componimenti: poesie brevi, terzine e distici dall’atmosfera algida, lapidaria, senza rinunciare a delle punte ironiche.

Kangarù

Kangarù risponde all’esploratore
che gli domanda il nome

di quel buffo animale saltellante
Kangarù ripete non capisco. (p. 10)
[…]

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La crepa madre – Carmilla

Oggi, su Carmilla, Francesca Fiorentin mi regala un articolo, che così chiamo, perché non si può definire “recensione”. E’ una riflessione filosofica, per la quale ringrazio infinitamente.

“[…] Si tratta infatti di un poemetto delle origini che contiene una sua genesi situata, in maniera rovesciata rispetto al mito e alla scrittura profetica, verso la fine della narrazione poetica. È anche poema epico perché narra la leggenda di un essere enigmatico, la Crepa, rimasta nella memoria degli uomini. […]
La Crepa si risveglia, richiamata dalla ricerca del fanciullo con il quale parlava; gli risponde. La passione dell’uomo per la voce divina ha dunque un peso nel destino dell’uomo. Come nell’ebraismo, l’uomo deve cooperare all’azione divina, cercandolo sulla terra. Cosa può fare? Cercare la sua voce in un suo segno, abitare il mondo nel segno dell’amicizia e nel segno di una analogia universale, sapendo che il mondo si muove nella ripetizione delle sue forme […]”

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Tre minuti per Dante

Sono stato invitato da IndependentPOETRY, assieme ad altri poeti,  a partecipare all’evento Tre minuti per Dante.
Abbiamo scelto una terzina della Divina Commedia che la nostra poesia possa richiamare, in qualche modo.
Ci è stato chiesto di realizzare un video, nel quale recitare la terzina dantesca e le nostre poesie.
Questo è il risultato.

Grazie di cuore per l’invito!

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Legàmi cedenti ossigeno

Poetarum Silva ospita la mia nota di lettura a Legàmi cedenti ossigeno, di Francesca Fiorentin.

“[…] «Il Corriere della Sera» del 13 agosto 2020 ha pubblicato un articolo di Giorgio Montefoschi, dal titolo Tempesta su un’idea, articolo che tratta del celeberrimo romanzo di Goethe Le affinità elettive e che riporta uno stralcio dall’introduzione scritta da Paola Capriolo (la traduttrice dell’edizione riproposta da Marsilio):

Goethe si era prefisso di scrivere, per la prima volta, un romanzo che seguisse un’idea. Ma, una volta concluso, espresse un dubbio fondamentale: «Il romanzo è diventato accessibile all’intelligenza; ma mi guardo dal dire che ciò sia tornato a suo vantaggio. Anzi, sono dell’avviso che un’opera poetica è tanto migliore quanto più è incommensurabile e inaccessibile all’intelligenza». […]”

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I titoli di poesia più venduti nel 2020 (piccoli e medi editori)

Nella attesa classifica di Poesia Del Nostro Tempo, La Crepa Madre figura fra i libri di poesia più venduti nel 2020 (considerando la piccola e media editoria).
Ebbene, sono molto soddisfatto. 
Il libro non è semplice e nemmeno attuale, ma evidentemente la qualità paga.

Grazie a tutti!

…Di Cuore!

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