Tre minuti per Dante

Sono stato invitato da IndependentPOETRY, assieme ad altri poeti,  a partecipare all’evento Tre minuti per Dante.
Abbiamo scelto una terzina della Divina Commedia che la nostra poesia possa richiamare, in qualche modo.
Ci è stato chiesto di realizzare un video, nel quale recitare la terzina dantesca e le nostre poesie.
Questo è il risultato.

Grazie di cuore per l’invito!

Leggi i testi su IndependentPOETRY

Legàmi cedenti ossigeno

Poetarum Silva ospita la mia nota di lettura a Legàmi cedenti ossigeno, di Francesca Fiorentin.

“[…] «Il Corriere della Sera» del 13 agosto 2020 ha pubblicato un articolo di Giorgio Montefoschi, dal titolo Tempesta su un’idea, articolo che tratta del celeberrimo romanzo di Goethe Le affinità elettive e che riporta uno stralcio dall’introduzione scritta da Paola Capriolo (la traduttrice dell’edizione riproposta da Marsilio):

Goethe si era prefisso di scrivere, per la prima volta, un romanzo che seguisse un’idea. Ma, una volta concluso, espresse un dubbio fondamentale: «Il romanzo è diventato accessibile all’intelligenza; ma mi guardo dal dire che ciò sia tornato a suo vantaggio. Anzi, sono dell’avviso che un’opera poetica è tanto migliore quanto più è incommensurabile e inaccessibile all’intelligenza». […]”

Continua la lettura su Poetarum Silva

I titoli di poesia più venduti nel 2020 (piccoli e medi editori)

Nella attesa classifica di Poesia Del Nostro Tempo, La Crepa Madre figura fra i libri di poesia più venduti nel 2020 (considerando la piccola e media editoria).
Ebbene, sono molto soddisfatto. 
Il libro non è semplice e nemmeno attuale, ma evidentemente la qualità paga.

Grazie a tutti!

…Di Cuore!

Leggi la classifica

 

Come

Le immense fosse spalancano i cieli,
ruote di falco sorvegliano i morti,
che spento l’abbrivio non hanno nome

né volti.

All’ombra le donne spiumano leste,
sparlano, ridono: questa è – rivedi –
l’arte del “come”.

Al capo

[fonte fotografia]

Tu sai che scavavo la roccia
– i detrattori dicono “trubi” –
con fossili d’ossa, conchiglie,
le chele, ero stupito per la paccottiglia
raccolta e i graffi non sono rimasti
al capo, giù al Murro, e l’intera
penisola allora sembrava staccarsi.
Avevo anche visto dei granchi mostruosi
e pensavo che a riva venissero in pezzi,
sfaldati da sbalzi pressori e dall’embolia,
invece vivevano a lungo e colonie
d’alghe e balanidi ornavano i gusci,
ma noi s’attendeva l’epifania
d’una deriva del capo roccioso
e riarso che a pochi nodi
puntasse una rotta, incosciente,
che nemmeno la pietra sapesse, all’oscuro

della corrente.

Di sesta e di settima grandezza – Avvistamenti di poesia

Il caro Alfredo Rienzi pubblica sul suo blog uno stralcio di un mio lavoro inedito: il poemetto La teoria del transatlantico.
Grazie di cuore!

Libro I – Il transatlantico Albizia

I.
Centoquarantamila di cavalli
stantuffano inauditi ai trenta nodi,
solcando sugli abissi e fondivalle.
Al faro di Ambrose! E dietro le spalle 
al Nastro puntando Zena scompare, 
poi Gibilterra – fu nel trentatré -.

Continua la lettura su Di sesta e di settima grandezza – Avvistamenti di poesia

IX Premio Nazionale di Poesia “L’arte in versi”

La crepa madre vince il secondo premio del Premio di Poesia L’arte in versi.
Il mio sincero (e caldo) ringraziamento alla giuria e all’Associazione Culturale Euterpe, che si occupa di poesia senza grandi proclami, quasi nel silenzio; un verace ora et labora, lontano dai grandi varietà poetici.
Ringrazio sempre il mio editore, Antonio Lillo, l’unico editore che poteva avere il coraggio di pubblicare un’opera particolare come il mio libro. 
…Poteva e l’ha fatto.

Insomma: grazie a tutti, di cuore.

Leggi il verbale di giuria dell’Associazione Culturale Euterpe.

 

Premio Parasio – Città di Imperia

Ricevo l’attestato per la Menzione D’Onore al premio Parasio – Città di Imperia 2020. Grazie di cuore!

Ecco la poesia:

 
A Gao
 
A Gao levano le ancore ricolmi
i mercantili, esplodono di carichi
di bestie, palpitanti; s’affacciano
baracche sul deserto, s’imboccano
le ardenti varie rotte dell’immenso
primo mare, ch’è sogno differente:
effimere le piste, è liquefatta
la sabbia – evoca l’acqua – e riarse braccia
spuntano, mummie, e zampe di carcasse.
Perscrutano i negrieri l’orizzonte,
le tempeste lontane, polverose
e nella muta notte guida l’Orsa
Maggiore, brilla la meta polare.
L’infetta a molti l’onta del ritorno,
dei risparmi persi. Alcuni, feroci,
barattano la donna col futuro
– tramontano nel Mali abbandonate,
schiave di sesso, morte prostitute –
e pochi prendono ambiti i tuguri,
ci fanno barberie, nelle preziose
baracche ci aggiustano rottami di motori.
 

Archivio del bianco – Stefania Onidi

Poetarum Silva ospita una mia recensione al libro Archivio del bianco (Terra d’ulivi, 2020), di Stefania Onidi. Un libro di poesia che consiglio caldamente.

“[…] si avverte che la scrittura dell’autrice è una faccia della medaglia: l’altra è occupata dalla pittura.
A una lettura superficiale, questo collegamento è acceso sia dalla presenza di termini tecnici (per esempio, una sezione reca come titolo campiture, un’altra tele e armature), che dalla citazione di celebri quadri o pittori (una delle poesie con titolo è Le déjeuner sur l’erbe). Preciso che il libro non è infarcito di questi rimandi, che al contrario sono rari; non è un libro sulla pittura.
L’influsso pittorico, tuttavia, si manifesta nell’uso dei colori nei versi, nell’utilizzo dello spazio della pagina bianca, che non è mero supporto alla scrittura. Non vi è pittura, quindi, nel senso letterale dei componimenti, bensì, a livello d’idea, contemporaneamente, sia in superficie (la pagina) che in profondità, sottendendo e sostenendo l’intero libro. […]”

Continua la lettura su Poetarum Silva