Atropo

Ciarlano le Moire,
di sgarbi e tradimenti,
di stupri e di turgori
e dei goffi ruzzoloni
di centauri morenti,
ché tessendo monta
l’uggia e chi soppesa
il tempo, già l’inganna
con ardente cicalare,
sì che Atropo annoiata
s’ha da circuire,
per averlo ben rotondo
il pennacchio e poi pregare
che l’impingui di straforo.


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2 pensieri

  1. Posto un commento perché voglio che questo blog resti vivo. Che tu sia uno dei miei poeti preferiti, per fortuna, te lo dico di persona.

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  2. Ammaliarle, le Parche

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