Rohmer

T’indico il crepuscolare
bisticcio alle cime di mango;
dall’Africa a Oriente,
fruscia di volpi volanti
greve la sera e pomposo,
appresso al tramonto,
il sinistro rinfresco è levare.

T’insegno che albeggia,
qui, su l’acero e il tiglio,
al faggio, all’ora che desta,
il nugolo ronza d’uccelli
e dietro, sperso pegl’orti,
alla quercia scompiglia
la ghianda e la foglia.

Al rigirare t’accenno,
nell’aria, del carbonio,
alla fredda ventata del raggio;
di Rohmer pesa Delphine,
la cupa donna e la sorte,
che non fu in Messico, dove
guardammo il secco sul mare.

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Centro Cultural Tina Modotti – II

Il Centro Cultural Tina Modotti ha tradotto una seconda mia poesia, tratta dal poemetto “Il bombardamento di Erba”:

di Carlo Tosetti(Italia)ita/espa


Anche mio padre, altrove,
sfollato da Erba dopo
gli attacchi e bambino,
guardava la guerra
dai monti bresciani
della Valle Camonica
e gli scontri in pianura,
quasi un passatempo,
furono niente, o poco.
Come i proiettili posti
dal capitano tedesco
sopra i binari per gioco.


*


de Carlo Tosetti(Italia)espa/ita


También mi padre, en otra parte,
evacuado de Erba después
los ataques y niño,
miraba la guerra
desde los montes brescianos
del Valle Camonica
y los enfrentamientos en la llanura,
casi un pasatiempo,
fueron nada, o poco.
Como los proyectiles puestos
por el capitán alemán
encima de los rieles por juego.

Traduzione cctm

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Centro Cultural Tina Modotti – I

Il Centro Cultural Tina Modotti, con mia grande sorpresa, ha tradotto una mia poesia, tratta dal poemetto “Il bombardamento di Erba”:

di Carlo Tosetti(Italia)ita/espa
Era il primo
d’ottobre verso pranzo,
che il rombo diffonde
di nuovo la squadriglia,
più nutrita, ben diciotto,
e fra le nuove case rase
al suolo, s’abbattè
la torre finalmente,
vuotata nottetempo
dai tedeschi, di quattro
bidoni di benzina.
La seconda giornata assassina.


*
de Carlo Tosetti(Italia)espa/ita
Era el primero
de octubre cerca del almuerzo,
que el fragor difunde
de nuevo la escuadrilla,
más numerosa, bien dieciocho,
y entre las nuevas casas reducidas
a escombros, se derroca
la torre finalmente,
vaciada de noche
por los alemanes, de cuatro
barriles de gasolina.
La segunda jornada asesina.

Traduzione cctm

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Swedenborg


I.
E’ vostro l’accodarsi
irragionato alle fanfare,
nella grande pompa
delle nere processioni
e l’accodare il volo
nella pratica barbarica
delle meste uccellagioni;
restano le piume implumi.
 
II.
Lungo il dardo fiacco
che scagliano candele,
al sole, liquidi e contro
il vento solchiamo
scevri d’ogni bene:
tacciono le gonfie nenie,
le mute litanie di vele.
Ardete, oh voi Sirene.
 
III.
Nessun pianto,
il vostro, egro,
alcuno distoglie
– avvolto dal sonno –
dal mondo lapìdeo
e mendace, che dormo;
la stanza di Swedenborg
ha luci sul cosmo.

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Poesie marine – V

E’ una serie di poesie scritte ispirandomi alle foto di Giovanni Cecchinato (le trovate qui: Costa Adriatica Nord – Liquido confine)

Lungo le rotte s’incontrano,
in gomitoli occulti
bisticciano, fondono,
e s’accrescono, forti,
l’intenzioni dei venti.
S’incomoda e copre
le intere migrazioni,
lo scirocco ha carrozze
stipate di bizze africane;
da sud-est, caldo, respira
e, all’impeto passato,
sputano i fiumi strapazzati
le piante divelte alla foce.

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