La vite canadese

Luca, la vite
canadese ammanta
la soglia muffita
dell’osteria e, intero,
il verde prospetto
s’apre venendo
dalla stazione, mogi.

Ci ricordi, ciucchi,
al tavolaccio fuori?
Ombrati dal tiglio,
nelle coppe, nervature
cascavano di foglie,
spolpate dalla bucefala e fiori.

Fu labile, Luca,
anche il legno centenario:
la càscola colpisce
tutt’oggi nel volo
gli uccelli, eppure
nel vino vedemmo
disfarsi, caduti,
persino i timori.

 

 

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