Per A.S.

Quando, Alessandra,
lisce pelli calzavamo,
i flauti a due canne
leggeri zufolammo.
Carpofori umbonati,
i pupilli di Dioniso,
richiamano in Apollo
l’emofila arsura, nota,
dei bizzosi sovrumani,
ma imperò che non fummo
come Marsia scorticati,
deificati neppure,
incuoiati tornammo
alle dimore confinati,
all’imprendere i futuri
disposti dell’uomo.
 

2 commenti su “Per A.S.”

  1. "Tu, se dalle maniere e dal sembiante
    io non m’inganno, sei quel discolaccio,
    quel folletto bugiardo e malizioso
    che tutti chiamano Robin Bravomo."

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