Omeopatia dopante?

Questa notizia suscita in me un paio di riflessioni, perché i principi dell’omeopatia cambiano radicalmente il giudizio di quanto esposto:
1- principio attivo diluito. A che grado? Dal punto di vista chimico, se una diluizione non supera il Numero di Avogadro deve avere traccia di soluto. Il fatto che l’attuale tecnologia non possa rilevarne la presenza, al di sotto di una certa soglia, non significa nulla… o significa ben poco. Quindi vorrei sapere il grado di diluizione di questi prodotti (D, CH, M, K, etc…).

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‘O Capo Clan

Il Corriere Della Sera e altri hanno pubblicato un articolo su questo “cantante”. In realtà la notizia è già datata e lo potete leggere qui.
Sono curioso di seguire la vicenda, se ci sarà un seguito.
Che fare? Teoricamente lo Stato dovrebbe intervenire, ma: avrebbe senso lasciare che la notizia si sgonfi a livello nazionale, per rimanere un fenomeno confinato nel territorio della Campania?
Io penso di no. La parola ha sempre potere.
Quello che temo, conoscendo i nostri governanti, è l’indifferenza. Indifferenza giustificata da un semplice fatto: queste notizie non hanno presa a livello nazionale. Non fanno parte del “circensis” che distrae il popolino. Di questo ne sa qualcosa Saviano.

Via Joe Strummer

Un piccolo comune della Sardegna intitola una via a Joe Strummer, l’indimenticabile leader dei Clash. Io obbligherei tutti i comuni ad intitolare una via al Faber, ma non discuto la scelta degli amici sardi e neppure il prestigio del personaggio prescelto. 
Mi sento in dovere di ricordare (alcune decisioni sorprendenti non vanno lasciate scivolare nell’oblio)  chi ha ben pensato che una biblioteca intitolata a Peppino Impastato non sia coerente con la “territorialità” di un partito come la Lega Nord. 
Sembra di accennare a due mondi separati, e forse è proprio così. Il guaio è che a me non piacciono entrambi, riflettendo. 
 

La solidità del topo

Tre topi, più uno.
Il primo è africano, infilzato malamente da una stecca di legno, sfrigola controvoglia sul fuoco per placare la fame di pochi disperati; poco prima non era certo infastidito dalla presenza del carnefice, le cui scorte alimentari (per misere che siano) ed i quali rifiuti sono delle autentiche ghiottonerie.
Il secondo è indiano. Appostato nella penombra, dietro una colonna, attende tre povere donne, molto lontane da noi e vestite di poco, che portano latte e cocco nel tempio di Karni Mata. Sfamano i sacri ratti.

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10/11/2009, Auguri Alessandra!

Fra le cose che il mare getta
si cerchino le più disseccate,
zampe violette di gamberi,
testine di pesci morti,
soavi sillabe di legno,
piccoli paesi di perla,
si cerchi ciò che il mare ha sfatto
con inutile insistenza,
ciò che ha rotto e squassato
e abbandonato per noi.
 
Pablo Neruda
 
Tanti auguri Alessandra!
Chi sarà mai quell’Homer Simpson?
Un bacio e un omaggio!

L’uomo che lava la strada

Uscendo di casa, la mattina, ancora intorpidito affronto una breve salitella. Io costeggio il muro scalcinato sulla sinistra e l’occhio cade sempre sulla destra: c’è qualche metro quadrato di asfalto bagnato. Sempre nello stesso punto. Davanti alla cancellata bianca di una villetta.
La prima volta ho dedotto che di notte era caduta una modesta pioggia, ma dopo pochi passi mi sono ricreduto, perché la pioggia non è così selettiva da bagnare solo 10 metri quadrati.
Per qualche giorno, complice il sonno, l’inganno si è ripresentato. Sempre nello stesso punto, sempre questo rettangolo bagnato dalla pioggia. Un rettangolo perfetto se non fosse posto in discesa. Motivo per cui il lato più in basso rispetto alla pendenza si frastaglia in piccoli e numerosi rigagnoli.

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…Sempre intorno a “gnente”

Ovviamente il “gnente” non è un errore di traduzione e altrettanto ovviamente compare in vari punti del libro, anche nella vecchia edizione. D’altro canto, senza riferirci alla traduzione di questo libro (oltre tutto pare che la prosa di Grass sia molto impegnativa da tradurre e penso che anche leggendola in italiano lo si possa cogliere) anche le mie nonne pronunciavano un nitido “gnente”.
Nello sforzo immane di esprimersi in italiano di fronte al sottoscritto (ma il dialetto l’ho imparato!) sputavano questi termini che palesano uno sbiascicamento a stento trattenuto.
Come dimenticare “iptus” e “pisicologo”, con doppia “esse” se l’accento è meridionale…
Precisato questo, per evitare affrettati giudizi di chi legge, continuo a sognare il tamburino di Danzica che sfracella gli studi di X-Factor. Continua a leggere …Sempre intorno a “gnente”