Aguirre

M’hai tritato,
le ossa m’hai spaccato coi sobbalzi
sul pagliolo – mare – sono Aguirre
all’incontrario, il mio eldorado
per beffa del destino è boreale.
Voi dite che io fugga in quanto vile
– ustioni da gasolio e le mucose
disseccano traverso il traversare –
che l’erba si diradi dove approdo,
è questo che v’acceca allucinati
e come vien dall’acqua lo spagnolo
io taglio in linea retta le correnti
e, vinto fra gli ultimi dei vinti,
v’invado alla deriva col fasciame.

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