Una vecchia estate

Nelle strade sterrate
– conducono ai diruti cascinali –
si torcono alle pozze
asciutte gl’orbettini,
traditi dai carretti e dall’estate.

Si tacciono le chiocce
alla controra, sotto il pergolato
di vite sbucan rami
d’albicocco, piangono
i frutti sfatti, ronzano alle gocce

vespe sempre odiate.
S’attendono frescura e temporali,
all’aride tinozze
rivanno i contadini,
si piange le colture minacciate.