Dal Mali

I
A Gao levano l’ancore
i mercantili zeppi
d’un carico di bestie, palpitante;
Gao guarda il Sahara,
s’affacciano baracche sul deserto,
s’imboccano l’ardenti varie rotte
del primo grande mare,
ch’è differente sogno, cui dolore
è più d’un carburante.

II
Molti infetta, grave,
brucia, il disonore
dei risparmi persi, del tornare;
Alcuni, gli spietati,
barattano la donna col futuro
– schiava, resta in Mali, violentata –
pochi fanno barberie,
riparano in bettole motori,
vivono in tuguri.

III
Effimere le piste.
Si muove liquefatta
la sabbia, essa evoca un mare,
quando spuntano riarse
braccia di mummie, zampe di carcasse:
scrutano i negrieri l’orizzonte,
tempeste polverose,
appaiono lontane. Brilla l’orsa,
muta stella polare.

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