Cacciatori



Sai dei cacciatori
d’aquiloni a Kabul?
A terra li catturi,
di diritto li possiedi,
se maestro recidi
– abile il filo avviluppi
con l’evoluzioni –
di ritenuta il cavo
del manovratore.

Ugualmente agivo,
civettoso a volteggiare,
con picchiate turbinose
cadendo e immobile,
fisso e altèro, grazie
all’equilibrio di trazione,
per acchiappare i sogni 
tuoi m’incapricciavo
ad imitare Hassan.


Affrancati, vedo,
i sogni fremono,
il desìo li trattiene;
non orbitano stolidi
intorno al capo e l’unico
senso loro l’olfatto è: 

sentono essi verace 
di valanghe lo smaniare,
per cui fondono in uno.
L’identità perdono

fra genere uguale.


Share

Prealpi

La camola dura,
sotto una spanna
la merla pensosa,
al sonno algente
scavalca la bruma,
attende i favori
caldi del Toro
nella rizosfera
e sarà maggiolino,
ma l’alito è ora
dalla Valcava
un gelo di brina,
l’ombra perenne
delle prealpi
sull’orto dimora.

Share

Menzogne

La matita delebile,
che lo è all’incirca,
un “oggetto quasi”,
si scopre ci lasci
volontaria traccia
dell’agire umano
perché copiativa,
ed altera l’abrasione
la scheda, rinchiusi,
raccolti nella cabina,
laddove il secolo
scorso Dio solo
vedeva finché
a sbirciare s’unì
sornione anche Iosif.