Pianure

Sogliono certuni
detestare la pianura
e la retta sua statica
tensione abbonacciata,
eppure il bifolco, solo,
come il lupo di mare
ne avvista lontano
l’incresparsi delle spighe.
Tu pure assimilavi
pianura a semi-pianura e collina,
così affermavi ad onta
del saper di geologia,
a significar d’aborrire
anzi il declivio, l’erta
inconcepibile, che scema
e fonde nelle tavole
d’erba medica e poi grano,
nel soverchio paglierino
che vivifica la luce
cobalto dei nubifragi. 

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Un commento su “Pianure”

  1. Complimenti Carlo, stai raggiungendo ottimi livelli, magari per me anche troppo alti, ma da quel poco che intuisco c'è molto da scoprire nelle tue belle, seppur un po' ostiche per la mia conoscienza, poesie. Ti auguro di volare il più possibile. Buona Vita Zio Tosi. Enzo.

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