Due poesie sull’ebbrezza

I.
Alla crapula inclini
degli straviza disse
i russi Marco Polo;
le dame rubizze
dal calore e dall’ebbrezza,
segno non davano,
rotonde di cervogia,
d’alzarsi per pisciare
e per pagar la sbornia
lasciavano ceduti
allora i propri figli
in pegno graziando
i sozzi mariti. (1)
II.
Passò anche la provincia
d’Oscurità chiamata,
oggi è la Siberia
e non ci scrisse Polo,  
che a guisa delle renne
del fungo l’orina
propria si beveva,
o dei compari per godere
dell’agarico muscario 
lo scarto e rinvenire
al volgo l’ebbrezza
e allo sciamano. (2)
(1)   Marco Polo, Il Milione, cap. CCXX
(2)   The fly-agaric among the Chukchi (W. G. Bogoraz)

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