…Sai com’è Baba…

Nulla da dire intorno alla figura di Sai Baba. Qualche dubbio lo nutro, da quando sono senziente, nei confronti dei talebani d’ogni credo, ma non dubito mai “dell’oggetto” del credo, del simbolo, organico o inorganico che sia.
Chi venera solo Sai Baba e nelle sue parole trova ogni spiegazione, chi per il Cristo fu (è?) pronto a massacrare, chi per Allah, etc…
Comunque: Sai Baba…
Non metto in dubbio nulla: polvere, apparizioni, levitazione. In ogni caso preciso che è semplicemente logico “frugare ” nella mente di chi vede e vive certi fenomeni.
Ma, insomma, riparto: in una spiaggia vicino alla Thailandia, passando la mano nella sabbia in un momento di melanconia, trovai una medaglietta col ritratto dell’immagine, sembrava della porcellana incastonata in un piccolo supporto d’argento.
Era però in bianco e nero, inoltre la sabbia aveva fatto il suo meticoloso lavoro, sbiadendo, appiatendo, limando…
Il fatto è che io ricordavo Sai Baba coi capelli tipo Napo Orso Capo, o Hendrix, ma non così, come nell’immagine. Quindi: prima di tutto non lo riconobbi, poi, l’aspetto del pendaglio (straziato dal tempo)  trasmetteva una dolente sensazione di jella e conseguente jattura, di sfiga per dirla semplice.
Tenni qualche giorno il pendaglio, ma la sensazione bussava continuamente alla mia coscienza, quindi mi decisi e lo buttai.
Lo buttai in un fiume, certo che il fiume tutto macini e digerisca, da una carcassa di lavatrice ad un pendaglio.
Poi, giorni dopo, presi un taxi. Appeso allo specchietto retrovisore ballonzolava quel volto, a colori. Devo dire che mi fece comunque tristezza.
Domandai… Scoprii di aver buttato Sai Baba…Il punto è che i SaiBabani (si chiamano così!) non hanno diffuso l’immagine del venerato, da vecchio. O meglio, non l’hanno diffusa come la stessa del giovane Sai Baba. Quindi chi, come me, ignorava, s’è giocato l’aiuto di Sai Baba, ora che svolazza nei mondi impalpabili dell’aldilà.

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Il peso degli anni

(fonte: Corriere della Sera del 14/2/2012)

In realtà l’articolo è più articolato (s’impone il bisticcio), ma è una sequenza fiaccante di “enne”, il cinquantaduenne ed il quarantatreenne, il primo che trapassa dopo una discussione col secondo, che però, il secondo, è lui stesso a chiamare i soccorsi.
Bene, con tutto il rispetto per il cinquantaduenne trapassato, trovo queste notizie sconvolgenti.
Sottolineo che hanno dimenticato di precisare l’età degli altri attori: il bar è un ventenne, mentre il parcheggio, lo si capisce anche dalla strafottenza, ha quattordici anni e qualche brufolo.