Ciao Don!

fonte: Wikipedia
Apprendo oggi della scomparsa di Don Van Vliet, Captain Beefheart per gli amici. Ovviamente la notizia è stata riportata da pochi.
La sclerosi l’ha consumato. Ciao Don!
Inutile (e veramente arduo) definire la sua musica; arduo anche l’ascolto. Quello che mi sento di scrivere è che per destrutturare a tal punto una realtà (come Don ha fatto con le note) e ristrutturare le macerie ottenute, si deve essere uomini “oltre”. Oltre il quotidiano, oltre le regole, oltre il pensiero diffuso e quello raro, quello essoterico o esoterico. Oltre la cultura, infine…
Un “grandemente oltre”, perché i pochi che lo apprezzano sanno bene: fra mille anni, sarà sempre un genio di nicchia, un genio d’una lampada kitsch nascosta in un angolo remoto della credenza, ma, fra mille anni, sarà ancora riconosciuto come uno dei grandi rivoluzionari della musica e, ancora, fra mille anni, famosi artisti continueranno ad annoverarlo fra le fonti d’ispirazione.
Perché sia ben chiaro, una volta per tutte, che la Pausini muore con la morte fisica, ma gente della razza di Captain Beefheart è fatta d’altra sostanza immortale e sanamente immorale.
Per chi vuole conoscere tutta la musica, per gli audaci, per i sognatori e – perché no – per gli incazzati masochisti, obbligatorio questo disco.
…E allora un saluto caldo, caldissimo, caro Don; una lacrima, anche. Come posso dimenticare il trauma subito al primo assaggio del tuo mondo musicale?
Ciao Don, and Lick My Decals Off, Baby!

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