La tosse di Schiele

Questa mattina sul treno ero seduto davanti a una signora, sui sessanta penso, che vedo spesso in stazione. Piccola, secca e ossuta, sembra un autoritratto di Shiele.
La signora fuma sempre, in continuazione; non è che il fatto mi colpisca, l’ho solo notato, anche perché mi difendo bene in fatto di fumo.
Oggi, in treno, si è messa a tossire: una tosse veramente insolita. Una tosse da magnesium phosphoricum, convulsiva, irrefrenabile, secca, una sorta di “eheheheheheheheheh…”. Cioè, chiudendo gli occhi pareva una risata, ma era tosse. Questa tosse la sento alla mattina, in stazione, da anni, e da anni mi domando chi tossisce in questo modo così curioso, una secchissima tosse-risata, “eheheheheheheheheh!”. Ho chiuso il cerchio.
Quindi, tornando al treno, un tizio al mio fianco s’è alzato la sciarpa fin sopra il naso, a mò di mascherina protettiva, come se la donna fosse affetta da peste polmonare. Io l’ho guardato con un po’ di commiserazione, perché – così, dall’espressione che ha – secondo me quel tizio teme le risate, quanto la tosse.

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