Confessione choc???

fonte: Wikipedia
Trovo assolutamente ridicolo questo articolo, secondo il quale la confessione di Abel Ferrara (durante il suo soggiorno napoletano andava a Scampia per acquistare droga eccetera eccetera, per dirla alla giovane Holden) possa scatenare choc.
Vorrei ricordare soltanto un film: Il cattivo tenente.
Così, per citazione: in quel film, il tenente in questione rivolge nientemeno che a  Cristo un sofferto “Stronzo, topo di fogna, lurido topo di fogna!”. Insomma, Abel Ferrara è sempre stato EVIDENTEMENTE un poco drogato, alcolista, sofferente, angosciato.
Anche lui mi fa sorridere: che razza di confessione è? Per me sarebbe uno choc apprendere che Ferrara sia da sempre un talebano Straight edge. Bah…
Ciò detto, il regista mi piace. Del film citato consiglio la visione del “remake” di Werner Herzog, virgolettato perché Herzog si è indignato, quando Abel ha etichettando l’opera come tale, come scopiazzatura, detto senza fronzoli. Herzog  afferma che si è liberamente ispirato; io sono d’accordo. Il contesto è completamente diverso, l’episodio dello stupro della suora, il tema di fondo – religioso – che incrina la putrefatta armatura del tenente, in Herzog, non c’è. 
E poi, che cazzo, diciamolo: come si può attaccare un maestro come Werner Herzog?

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Ciao Don!

fonte: Wikipedia
Apprendo oggi della scomparsa di Don Van Vliet, Captain Beefheart per gli amici. Ovviamente la notizia è stata riportata da pochi.
La sclerosi l’ha consumato. Ciao Don!
Inutile (e veramente arduo) definire la sua musica; arduo anche l’ascolto. Quello che mi sento di scrivere è che per destrutturare a tal punto una realtà (come Don ha fatto con le note) e ristrutturare le macerie ottenute, si deve essere uomini “oltre”. Oltre il quotidiano, oltre le regole, oltre il pensiero diffuso e quello raro, quello essoterico o esoterico. Oltre la cultura, infine…
Un “grandemente oltre”, perché i pochi che lo apprezzano sanno bene: fra mille anni, sarà sempre un genio di nicchia, un genio d’una lampada kitsch nascosta in un angolo remoto della credenza, ma, fra mille anni, sarà ancora riconosciuto come uno dei grandi rivoluzionari della musica e, ancora, fra mille anni, famosi artisti continueranno ad annoverarlo fra le fonti d’ispirazione.
Perché sia ben chiaro, una volta per tutte, che la Pausini muore con la morte fisica, ma gente della razza di Captain Beefheart è fatta d’altra sostanza immortale e sanamente immorale.
Per chi vuole conoscere tutta la musica, per gli audaci, per i sognatori e – perché no – per gli incazzati masochisti, obbligatorio questo disco.
…E allora un saluto caldo, caldissimo, caro Don; una lacrima, anche. Come posso dimenticare il trauma subito al primo assaggio del tuo mondo musicale?
Ciao Don, and Lick My Decals Off, Baby!

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Il telo antiatomico

In base a questo articolo del POST, allora, forse, quella che mi pareva una immensissima stupidaggine, potrebbe avere un senso?
Cioé, in caso di esplosione atomica, se dovessi essere sufficientemente lontano, trovando (o scavando) una buca, infilandomi dentro, coprendo l’apertura col telo antiatomico… avrei qualche possibilità di sopravvivenza?
E’ strabiliante…

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La tosse di Schiele

Questa mattina sul treno ero seduto davanti a una signora, sui sessanta penso, che vedo spesso in stazione. Piccola, secca e ossuta, sembra un autoritratto di Shiele.
La signora fuma sempre, in continuazione; non è che il fatto mi colpisca, l’ho solo notato, anche perché mi difendo bene in fatto di fumo.
Oggi, in treno, si è messa a tossire: una tosse veramente insolita. Una tosse da magnesium phosphoricum, convulsiva, irrefrenabile, secca, una sorta di “eheheheheheheheheh…”. Cioè, chiudendo gli occhi pareva una risata, ma era tosse. Questa tosse la sento alla mattina, in stazione, da anni, e da anni mi domando chi tossisce in questo modo così curioso, una secchissima tosse-risata, “eheheheheheheheheh!”. Ho chiuso il cerchio.
Quindi, tornando al treno, un tizio al mio fianco s’è alzato la sciarpa fin sopra il naso, a mò di mascherina protettiva, come se la donna fosse affetta da peste polmonare. Io l’ho guardato con un po’ di commiserazione, perché – così, dall’espressione che ha – secondo me quel tizio teme le risate, quanto la tosse.

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The submachine

Vi linko il sito di Mateusz Skutnik, geniale creatore di giochi. Non ho mai capito (non me ne sono mai interessato) se questi sono tecnicamente degli “escape” o degli “adventure”, penso siano i secondi; certo è che sono veramente ben fatti, sia come grafica, che – soprattutto – come architettura. E’ un genio. E’ un folle, a meno che dietro al suo nome ce ne sia più d’uno, di folle. Meglio per lui, perché non sarebbe solo.
Consiglio caldamente di avventurarvi nella serie Submachine e in Daymare Town.
Conviene prendere appunti, o salvare le schermate (s’intuisce quali…), altrimenti i tempi si allungano infinitamente.
Per i drogati da Iphone, c’è la sezione degli appositi giochi.
Buon faticosissimo divertimento.

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