Ontologia del tuttologo

Io non sono uno psicologo, però questa mattina pensavo ad un tuttologo che conosco. Tempo fa un giardiniere decorò il giardino di un’Associazione di cui faccio parte, in occasione dell’Assemblea dei Soci. Mise anche dei vasi di terracotta colmi di frutti somiglianti a quello della foto. Io li guardai incuriosito tutto il giorno, poi mi decisi: frutto in mano, interruppi la piena di parole del tuttologo del gruppo, chiedendo lumi. Egli si voltò e guardò il frutto per una frazione di secondo, sentenziando: è un cedrolimone maschio malassortito!
…Così, come se fosse un avido consumatore di cedrolimoni maschi e malassortiti.
Allora andai con lo stesso frutto dal vero acculturato del gruppo, che mi disse: cedrolimoneche? …. Ma valà… è il frutto di una pianta autoctona, immangiabile, è della stessa famiglia dell’albero del pane, ma non ricordo il nome.
Quindi, questa mattina, dopo una scarna riflessione, ho compreso che il tuttologo in realtà sa poco e nulla, ma è tale la sua sicumera nel rispondere che regala una certezza nell’interlocutore; il tuttologo è un insicuro e quale sarà il suo fine ultimo? Non lo so… Ma è veramente dura, immagino, l’esistenza di chi deve fingere di sapere tutto.

4 commenti su “Ontologia del tuttologo”

  1. Si, si… è quasi lui.
    L'unico mio dubbio è che me l'hanno spacciato per autoctono e tieni conto che ero in zona Mantova. Mi sembrava più arrotondato quello che ho visto.
    Mmmmhhh…. che mistero.
    Grazie!!!

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