Le dolci correnti della banalità

La musica di Venditti (salvo il periodo culo e camicia con San Francesco De Gregori e pochi altri brani “giovanili”) non mi è mai piaciuta. La trovo retorica, sempliciotta e soprattutto ben studiata, mirata. Mirata alla vendita.
A prescindere dai miei gusti musicali, leggo questo articolo del Corriere di oggi, nel quale Venditti afferma di aver vissuto incontri molto ravvicinati con UFO, ma ancor più inquietanti sono gli episodi del “sole gemello” ed un altro: “Eravamo in un bosco e cercavamo una villa bellissima che sapevamo essere vicina all’albergo. Ma non c’era verso di trovare la strada: fummo colti da una sensazione di disorientamento. “Eravamo lì, a girare senza costrutto: non se ne veniva a capo. La strada, mentre la percorrevi, si “formava” di nuovo: prigionieri di un labirinto e del tempo”.
Ebbene, questi avvenimenti non mi stupiscono più di tanto; mi sgomenta però il fatto che una persona, pur vivendo simili esperienze, avendo apparentemente un atteggiamento aperto e curioso, senza bollare certe esperienze (dirette) come semplici black out della mente, abbandoni la sua opera alle dolci correnti della banalità.

Superficialità

Tempo fa un conoscente mi disse che nell’ultima puntata di Lost sarebbero tutti morti e che, inoltre, avrei potuto trovare la puntata in questione già su Youtube (essendo passata prima per canali satellitari e variamente digitalizzati).
Ebbene, ieri sera ho visto questa puntata su RAI2 e… Insomma, no… Non è che muoiano tutti, la faccenda è più complessa, molto più complessa, maledizione!
Questo fatto mi fa incazzare, perché se la melma in cui sguazziamo ha raggiunto ormai le ascelle, parte della colpa è da attribuire a questo atteggiamento superficiale, nella migliore delle ipotesi qualunquista.
Infatti, quando si parla delle vicende giudiziarie del nostro premier, spesso si sentono commenti del tipo “Eh, l’hanno preso di mira…” o “Eh beh, ce l’hanno con lui…”. Potrei fare anche altri esempi, tipo: “Non uso l’omeopatia, perchè dicono che non funziona…”, e così via… “Dicono” chi? Chi dice e in base a cosa? No, per Dio! Questa interpretazione della libera opinione è un male incurabile. I fatti hanno sempre ben altro grado di complessità.
Eccheccazzo, no. Le cose non funzionano così, per Dio!

Ontologia del tuttologo

Io non sono uno psicologo, però questa mattina pensavo ad un tuttologo che conosco. Tempo fa un giardiniere decorò il giardino di un’Associazione di cui faccio parte, in occasione dell’Assemblea dei Soci. Mise anche dei vasi di terracotta colmi di frutti somiglianti a quello della foto. Io li guardai incuriosito tutto il giorno, poi mi decisi: frutto in mano, interruppi la piena di parole del tuttologo del gruppo, chiedendo lumi. Egli si voltò e guardò il frutto per una frazione di secondo, sentenziando: è un cedrolimone maschio malassortito!
…Così, come se fosse un avido consumatore di cedrolimoni maschi e malassortiti.
Allora andai con lo stesso frutto dal vero acculturato del gruppo, che mi disse: cedrolimoneche? …. Ma valà… è il frutto di una pianta autoctona, immangiabile, è della stessa famiglia dell’albero del pane, ma non ricordo il nome.
Quindi, questa mattina, dopo una scarna riflessione, ho compreso che il tuttologo in realtà sa poco e nulla, ma è tale la sua sicumera nel rispondere che regala una certezza nell’interlocutore; il tuttologo è un insicuro e quale sarà il suo fine ultimo? Non lo so… Ma è veramente dura, immagino, l’esistenza di chi deve fingere di sapere tutto.

Accendino elettronico

Anni fa ridevo come un matto quando la Piera (tabaccaia) alla mia richiesta di un accendino, mi domandava “Vuoi questo qui, o uno elettronico?”. Io mi trattenevo, le avrei risposto “mi dai quello chimico?”, ma mi sono sempre contenuto.
Poi però, da solo, ma la ghignavo e la prendevo troppo per il culo. Da sempre mi chiedo come diavolo è possibile che questo accendino sia elettronico. Io sono un po’ ignorante in elettronica (e non solo), e proprio non capisco.
Purtroppo, se digito “accendino elettronico” in Google, ne saltano fuori a miliardi. E allora?
E’ veramente elettronico? Cioè, tecnicamente lo è? Qualcuno mi può spiegare?