Rapide osservazioni mattutine

Prima di salire sul treno occorre obliterare il biglietto.

“Occorre, o s’incorre, sanzione di euro 50. Purtroppo, talvolta, spesso, l’obliteratrice non funziona. Non c’è inchiostro, pare, neppure personale, stazione “automatica”, fastidioso, eufemismo, funzionerà, futuro incerto; il divenire, che riserva, variazioni succulente.”

Sigaretta.
“Correre, cercare il controllore, la normativa, agognata obliterazione, scansare la multa, salata la multa, pepata la multa, ribadire l’ordine, l’ontologia ferroviaria, fuso, fonderia, rettitudine dei binari.”

Il controllore è impegnato; un viaggiatore non ha il biglietto.
“Compilare un modulo, svariati i dati, inoltre non ha resto, emmenomale, ha i soldi, non lo accoltella, eppoi squilla il cellulare, lo regge fra orecchio e spalla, compilare il modulo.”

E’ l’amico, a cui precisa che, si,
la crepa del muro in camera da letto avanza e

“canta come piccoli carapaci di coleotteri o di gusci di mandorla trapanati da insetti d’acciaio brunito (vedi fuso, fonderia) e ricade, la crepa, proprio fra i coniugi, dritta a piombo (vedi fuso, fonderia) a metà del muro dietro la testata del letto.”

Sospiro.
“Quindi, è chiaro, li separerà insieme alla casa, il giaciglio d’amore, forse le ovaie di lei, una di qua, una di là, dormendo ella invade la zona di destra (la misericordia del maschio), si dilata, passaggio separatore, la grande crepa. Seguirà con la strada, il paese, la nazione, un abisso, due mondi da uno, la divisione, spaccherà, come la mela, fluttuare nello spazio, muco rovente, sapore metallico (vedi fuso, fonderia).”

Carnate e Arcore e Monza e Sesto.
Biglietto non obliterato.
Vuoto sconfinato nel cuore.
“Le obliteratrici della Metropolitana: inghiottire, il biglietto, l’abbonamento, il carnet, la settimana, non funziona, non timbra, l’ingorgo, anche l’altra, non funziona, l’imbuto, le spinte, “Permesso!”, il giornale, la rabbia, il trucco che cola, il telefono, le bestemmie, il flusso che preme alle spalle, non funziona neppure l’altra, cambiare corsia, lo scivolone, imbuto, bestemmie, giornali e trucchi che colano e spinte, settimane di carnet, volteggiano alate, anni obliterati, abbonamenti nominativi, o non detraibili, comprare quelli automatici, tessere, quattro foto, commercialisti occhialuti, dinoccolati, uno allampanato, costoso, meglio quello grasso, è di Bari, lo compro, lo voglio, scusi porta gli occhiali?”

I controllori.
“Anni sessanta, vestito blu, felpato impeccabile, borsello di cuoio marrone, gli occhiali appesi, corda e caucciù, mi dispiace, la zona extraurbana, la peruviana e quindi, l’ammenda, madre de dios, euro cinquanta, la moneta che manca, arriva il rumeno, meno trenta là fuori, la grappa mattutina, il lardo, le uova, lavoro, cantiere, la fascia C, il costo di, capire che, lo faccio perché, non s’arrabbi né, al ritorno poi, euro 50, no capire, rasista, pugno sul muso, sangue che cola, macchia sul blu, il rosso intorno, la linea 1, euro 50, fermata Loreto, ma se non si spiega, mi lasci stare.”